Formazione casinò: 5 errori da evitare

Errori da evitare nella formazione in una casa da gioco

Una formazione casinò di qualità, soprattutto quando incentrata sul customer service, aiuta naturalmente i propri dipendenti nell’adempiere al meglio alle proprie funzioni.

Nella mia esperienza di trainer per case da gioco mi sono reso conto purtroppo, per esperienza diretta o indiretta, che la direzione, nel momento in cui la formazione viene pianificata, commette a volte errori affinché questa risulti non funzionale, impoverendo l’esperienza formativa dei propri impiegati.

Pertanto, mi permetto di elencare alcuni errori in grado di ostacolare l’efficacia di un percorso formativo all’interno di una casa da gioco.

1.Trainer inadeguato. Molte aziende falliscono nei loro obiettivi ancora prima di partire in quanto la scelta ricade su un formatore incapace di portare a termine il compito assegnato. La qualità del docente è infatti determinante. Un eccezionale facilitatore ed un profondo conoscitore dell’industria è in grado di fornire informazioni utili di cui i lavoratori beneficeranno. Consiglio fortemente che la direzione selezioni i formatori seguendo la stessa prassi adottata per il personale; attraverso colloqui.

2.Accattivante. La formazione casinò deve sempre cercare di essere coinvolgente. I contenuti somministrati possono essere eccellenti, ma non vengono introitati se non vi è nessun coinvolgimento da parte degli impiegati. Quando ciò succede, lo staff continua a ripetere gli stessi errori che faceva prima del percorso didattico.

3.Tempi formativi. Occorre pianificare i tempi formativi su quello che si reputi debbano essere gli obiettivi di apprendimento, non  cosa possa essere conveniente per il dipartimento amministrativo. Nessuna influenza esterna. La professionalità prima di tutto. La giornata lavorativa e la giornata di formazione sono due animali ben distinti.

I problemi infatti sorgono da sessioni troppo brevi. Se si cerca di coprire tre ore di contenuti in due ore, state semplicemente sprecando il tempo di tutti. Possono occorrere dai 45 minuti ad un’ora di tempo affinché il gruppo si riscaldi ed inizi a partecipare al training. Se poi avete a disposizione solo un’ora per poter affrontare tutti gli argomenti, potreste terminare senza avere adempiuto al vostro compito.

4.Formazione attiva. Per esperienza personale, questa è la metodologia da prediligere. Essa  permette al partecipante di apprendere su sé stesso, in un percorso di crescita personale volto alla maggiore consapevolezza di sé. Un processo che si basa sull’interazione con il gruppo attraverso uno scambio continuo di input e feedback. Il partecipante non è quindi un elemento vuoto che utilizza la formazione per riempirsi di contenuti, bensì assume un ruolo attivo per sé e per le altre persone coinvolte.

5.Presenza del management.È fondamentale la presenza di un qualche membro del management nel percorso formativo. Ancora meglio se questo viene coinvolto attivamente. La sua presenza trasmette il messaggio dell’importanza per l’azienda dello sviluppo professionale dei propri dipendenti. Formazione che verrà percepita quindi come mission, non come evento occasionale.

 

Marcello Cascone
Marcello Cascone

Ideatore e responsabile della Gaming School Torino. Curioso ed appassionato osservatore dello scintillante mondo delle case da gioco; mi piace scrivere contenuti su personaggi, persone, storie a 360° appartenenti a questo fantastico mondo.