Sin dalla sua comparsa, orde di giocatori hanno escogitato sistemi “infallibili” per vincere alla roulette. Naturalmente hanno…sempre perso. Se così non fosse la roulette sarebbe scomparsa da tempo. A questi sistemi sono stati dedicati interi libri e sarebbe impossibile per me riassumerli tutti in questo piccolo spazio.

Ma se ti interessa l’argomento e vuoi approfondire le tue conoscenze in materia, sia tu giocatore, operatore o semplice appassionato, ti consiglio di seguirmi in quanto sto per presentarti non un semplice libro, ma un compendio sulla regina dei giochi.

In tutte le principali librerie nazionali sarà presente a partire dall’8 Dicembre “Da zero a trentasei”, un’opera di portata enciclopedica in cui l’autore, Antonio Lamagna, noto croupier e conduttore televisivo di Winga TV, ti farà conoscere il gioco della roulette sotto una moltitudine di aspetti e punti di vista, i più sconosciuti alla stragrande maggioranza dei giocatori.

In questa intervista, lo stesso Antonio, ci presenta il frutto del suo lavoro.

Ciao Antonio, grazie per averci concesso questa intervista. Raccontaci come ti sei avvicinato al mondo dell’azzardo.

È stato frutto di un desiderio di cambiamento repentino: avevo circa 30 anni, lavoravo da 12 anni nel settore della radiofonia e televisione ed ero insoddisfatto della qualità della vita in Italia. Volevo trasferirmi all’estero e dato che avrei dovuto cambiare professione decisi di dedicarmi alla mia passione: il gioco. Sapevo che in Europa era in atto una rivoluzione legislativa che avrebbe regolamentato le concessioni di gioco a distanza; ciò mi spinse a formarmi adeguatamente per tentare una carriera nel mondo dei casinò, base landed o online poco importava. Investii nella mia formazione come croupier, sviluppai esperienze significative nella gestione di eventi casinò for fun e mi preparai per andare a lavorare a Londra in un casinò del gruppo Gala, quando venni contattato da Winga Tv che cercava un presentatore croupier a Madrid. Capii subito che il progetto di Winga rappresentava la sintesi perfetta per le mie potenzialità di espressione e affermazione personale, perché finalmente avevo l’opportunità di vivere all’estero e unire insieme le due mie grandi competenze e passioni: l’intrattenimento televisivo e il gioco.

Cosa ti appassiona del gioco d’azzardo?

Ad appassionarmi non è il gioco d’azzardo in quanto tale, bensì il gioco in tutte le sue forme e sfaccettature. Adoro studiare e analizzare i giochi, sviscerarli e trovare le soluzioni più adatte alle varie circostanze. Il gioco mi ha insegnato tanto ed è ad esso che devo il mio carattere, la mia fantasia, creatività, cultura, logica, strategia, capacità di gestione, fermezza, psicologia e diplomazia.

Qual è la motivazione che ti ha spinto a scrivere una guida sul gioco della roulette?

Ho scritto questo libro perché ne ho avvertito il bisogno: quando mi avvicinai al gioco della roulette e iniziai a studiarlo, cercai un buon testo che raccogliesse tutte le informazioni che desideravo conoscere. Iniziai a frequentare i forum specializzati e mi dedicai alla lettura dei libri che altri giocatori mi consigliavano: trovai una marea di informazioni disperse, inesatte, limitate e contraddittorie. Ogni autore esprimeva le proprie osservazioni, limitandosi a guardare il gioco nelle vesti di giocatore; nessuno analizzava il gioco in maniera obiettiva e profonda. Capii che, a differenza di ciò che accade per altri giochi, non esisteva un manuale completo che potesse rappresentare un valido punto di riferimento per gli appassionati della roulette.
Spinto dal desiderio di crescita professionale e mosso dalla passione per il gioco iniziai a raccogliere tutte le informazioni che a mio parere erano indispensabili e utili per sviscerare il gioco in tutti i suoi aspetti. Riempii prima un quaderno, poi passai alla digitalizzazione del materiale. Quando arrivai a più di 1000 pagine in formato Word capii che potevo arrivare a scrivere un libro senza paragoni che rimanesse nella storia.

Com’è strutturato il tuo libro e quali novità introduce rispetto a tanti testi analoghi presenti sul mercato?

Il nuovo libro sulla Roulette edito da Caissa

La maggior parte dei testi esistenti non sono altro che la spiegazione di un sistema di gioco inventato dall’autore. Spesso sono presenti distorsioni o inesattezze che permettono all’autore di affermare che il proprio sistema è vincente o infallibile.
Gli autori migliori sono quelli più modesti i quali, con i loro trattati, hanno cercato di analizzare concretamente e oggettivamente il gioco, spesso utilizzando alcuni barlumi di pseudoscienza. Pochi sono i capolavori che contestualizzati nell’epoca in cui sono stati scritti rappresentano una vera e valida ricerca ad una soluzione del gioco.
Il mio manuale differisce completamente da tutti questi poiché analizza il gioco in maniera obiettiva offrendo informazioni moderne e riflessioni inedite. È un libro ricco di cultura in cui viene innanzitutto illustrata la storia e l’evoluzione del gioco d’azzardo in Europa e Nord America, contenuti che sono indispensabili per capire perché la roulette si è trasformata nel tempo nelle tre varianti Americana, Francese e Fair roulette. Vengono spiegate le ragioni legali e sociologiche che hanno portato alla trasformazione del gioco ed il lettore ha modo di capire quali sono gli stratagemmi con cui il banco ha imparato a difendersi dai giocatori più astuti. Viene spiegata qual è l’aspettativa matematica del gioco, si analizzano le probabilità e le leggi che contribuiscono a ricercare una tendenza statistica sul breve e lungo periodo. Si parla della scelta dei materiali utilizzati nella produzione delle roulette e delle palline e di come questi elementi influiscano dal punto di vista fisico sull’esito dell’evento di gioco.
Si passa quindi all’analisi dell’importanza della gestione economica, cui segue una rassegna completa sulle manovre di gioco più conosciute tramandateci dal passato. Vengono spiegate molte strategie, alcune inedite o poco conosciute, e ciascuna è commentata è arricchita con esempi, varianti e spiegazioni. Il libro fa chiarezza sul linguaggio tecnico, corregge errori comunemente accettati dai giocatori e si conclude con le storie dei giocatori e degli scienziati che negli ultimi anni sono riusciti a battere la roulette con metodi scientifici.

Quali sono i temi a te particolarmente cari all’interno della tua guida?

Sicuramente quelli più nascosti e che solo i lettori più maturi potranno davvero apprezzare: la ricerca della consapevolezza e dell’equilibrio da parte del giocatore, la sua crescita personale nel percorso ludico, l’invito a recuperare il valore formativo ed educativo del gioco, l’accentuazione del connubio gioco-cultura.

La tecnologia ha portato la roulette nelle case di molti persone e da gioco di “elite” è diventato un gioco di “massa”. Che consigli ti senti di dare a chi si approccia a questo gioco?

Il primo consiglio è quello di studiare e prima ancora di investire soldi capire cosa è veramente la roulette. Per imparare le regole, prendere dimestichezza con il gioco, nonché per testare le strategie e i propri sistemi, i giocatori farebbero bene a simulare un po’ di partite partecipando gratuitamente alle roulette in versione “for fun”.
Il secondo consiglio è quello di informarsi bene sul funzionamento delle promozioni e dei bonus dei casinò. Ci sono tanti vantaggi per chi gioca online ma per avere una buona esperienza di gioco bisogna conoscere tutti i dettagli specifici che non sempre i casinò esplicitano con estrema chiarezza.
Il terzo riguarda la moderatezza: non esagerare mai né con il tempo né con il denaro dedicato al gioco.
Il quarto quello di rendere partecipi i propri cari, amici e conoscenti della propria esperienza di gioco: questo eviterà casi di isolamento e distacco in giocatori a rischio.
Infine trasformare il gioco in una passione costruttiva: frequentate community e forum, conoscete altri appassionati, sviluppare non solo l’aspetto sociale del gioco ma anche quello culturale approfondendo e condividendo con gli altri le proprie ricerche.

Roulette! Scienza o fantascienza?

Scienza! È un gioco fatto di forze fisiche, probabilità, rilevazioni statistiche e capacità di gestione economica. Chi lo definisce un semplice gioco d’azzardo non ne conosce la storia, l’identità e le modalità di gioco più avanzate. Inoltre, chi ha battuto il gioco negli ultimi anni lo ha fatto con mezzi scientifici…

Nel tuo lavoro tanti sono i giocatori con cui ti confronti. Esiste un identikit tipo del giocatore di roulette?

Ci sono vari stereotipi e categorie. A me piacciono gli appassionati che da decenni praticano le sale dei più prestigiosi casinò internazionali e che, da quando esistono i casinò online, si tolgono lo sfizio di giocare comodamente da casa propria con una continuità che prima non potevano avere. Solitamente si tratta di professionisti e lavoratori autonomi che non hanno problemi economici e che giocano per divertimento senza esagerare con le scommesse. Un’altra categoria interessante che ho scoperto grazie a Winga sono i giovani intorno ai trent’anni che anche solo con 10€ si avvicinano ad un gioco che nelle case da gioco reali non potrebbero sperimentare.
Molti giocatori inoltre hanno la caratteristica di essere abbastanza superstiziosi, ma solo nel gioco. Hanno i loro croupier preferiti, usano strategie basilari e spesso ripetitive; nessuno gioca “a sensazione”, tutti provano sistemi “scientifici”. Solo che hanno tutti una scarsa conoscenza del gioco. Fino ad oggi non ho conosciuto nessun giocatore con la G maiuscola.

La decisione di liberalizzare il gioco nel nostro paese ha penalizzato fortemente i casinò, ha portato alla ribalta il fenomeno della ludopatia ed ha inasprito i toni contro il gioco d’azzardo. Cosa ne pensi a riguardo e quale sarebbe la strada giusta da percorrere? Cosa dovrebbe fare lo Stato italiano in tal senso?

Il croupier scrittore

I casinò terrestri sono in difficoltà non per colpa della liberalizzazione o dei casinò online ma per l’incompetenza di chi li gestisce (avrebbero dovuto essere tra i primi ad investire nell’online e non lo hanno fatto adeguatamente!), per  l’incompetenza dei nostri governanti che non sanno sfruttare le ricchezze del nostro paese per rilanciare il turismo e perché gli italiani non hanno più soldi da spendere per un lusso come questo.
Il fenomeno della ludopatia viene sensazionalizzato e portato alla ribalta dai mass media per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica da fatti ben più gravi e importanti. Il proibizionismo e la legalizzazione del gioco d’azzardo sono sempre stati veicoli di propaganda politica e continuano ad esserlo senza che effettivamente ci siano più o meno ludopati. Quando il gioco è legalizzato viene monitorato maggiormente dalle istituzioni e il fenomeno della ludopatia (che rimane sommerso quando l’azzardo è illegale) emerge alla luce del sole nella sua pienezza: i dati relativi alla ludopatia vengono strumentalizzati per motivi economici e politici.Tutto qui!
La liberalizzazione è la strada più giusta, perché il proibizionismo non debella le piaghe sociali ed i vizi, bensì li inasprisce e li relega nella illegalità. Questo porta ad una ulteriore emarginazione e isolamento di chi si avvicina al gioco. Quello che si dovrebbe migliorare è l’informazione sulle probabilità di vincita: se i cittadini capissero cosa significhi veramente partecipare ad un gioco con un payout basso smetterebbero di giocare alla stragrande maggioranza dei giochi attualmente più in voga. Si dedicherebbero a un gioco meno consumistico e avrebbero una esperienza di gioco migliore e meno costosa.

L’apertura di nuove case da gioco ed una eccellente organizzazione del gioco nel nostro territorio potrebbe arrecare dei vantaggi per la nostra economia sofferente?

No. In passato il gioco d’azzardo ha aiutato a rinascere principati e cittadine sull’orlo del fallimento (vedi Montecarlo) perché imprenditori capaci innanzitutto investirono in infrastrutture mancanti (strade, fogne, illuminazione, ferrovie, alberghi, decoro urbano, sicurezza), poi generarono turismo e infine arricchirono quei luoghi poveri di attrazioni particolari offrendo spettacoli teatrali, eventi culturali e mondani e – infine- il brivido del gioco da casinò. Vorrei qui ricordare che i casinò dovrebbero servire come strumento di rilancio e attrazione turistica e dovrebbero avere il duplice scopo di evitare che nostri connazionali vadano a giocare all’estero (espatrio della valuta) e convogliare nuovi introiti attraverso il turismo internazionale.

Raramente un corso di formazione per croupier analizza la roulette dal punto di vista del giocatore. Secondo te è importante approfondirla anche in quest’ottica?

Assolutamente si! Se non si conosce il punto di vista del giocatore, non si comprenderanno mai le sue esigenze, aspettative, ritualità. Lo sai che la maggior parte dei giocatori ritiene che i croupier siano delle sanguisughe inette che non capiscono niente del gioco e che pensano solo alla maniera di estorcere una mancia? Questo accade quando il croupier dimostra di non avere la sufficiente sensibilità col cliente e conoscenza di ciò che sta veramente facendo per il giocatore.

Antonio, sappiamo che lavori nel mondo dell’intrattenimento da tanto tempo e quindi ne avrai viste di tutti i colori. Hai voglia di raccontarci un episodio divertente che ti è accaduto collegato al gioco della roulette?

Un telespettatore mi scrisse che lui e sua moglie ogni sera prima di addormentarsi accendevano la Tv e guardavano Winga solo per uno spin, giusto il tempo di fare una scommessa virtuale: il marito puntava sempre sul rosso e la moglie sempre sul nero. A seconda del colore che usciva, chi vinceva decideva come avrebbero fatto l’amore. Incuriosito, e un po’ per scherzare, chiesi cosa succedeva se usciva lo zero… Mi rispose che non c’era niente di più eccitante che dover aspettare il giorno successivo per poter ritentare la sorte!

 

Da zero a a trentasei“, edito da Caissa, sarà in tutte le librerie a partire da questo lunedì 8 Dicembre.

Se fremete dalla curiosità e dall’impazienza potete acquistarlo online cliccando direttamente su questo link:
http://www.caissa.it/259-da-zero-a-trentasei-guida-completa-alla-roulette.html

Se siete interessati a porre domande sui contenuti del libro, se volete essere informati su tecniche e strategie, protetti da truffe o raggiri, Antonio Lamagna vi aspetta all’Accademia del Gioco, pagina da lui creata appositamente per tutti gli appassionati e non.

Questo invece il link alla sua pagina ufficiale FB: Antonio Lamagna

Che la roulette sia con voi 🙂

Marcello Cascone
Marcello Cascone

Ideatore e responsabile della Gaming School Torino. Curioso ed appassionato osservatore dello scintillante mondo delle case da gioco; mi piace scrivere contenuti su personaggi, persone, storie a 360° appartenenti a questo fantastico mondo.